(le scritte in verde permettono di attivare un link di contesto se vi si clikka sopra)        13 novembre 2019
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Si dice che l'acqua è una fonte di vita, ma è sempre vero? C'è acqua e acqua, sopra vedete una foto del bacino artificiale che
raccoglie le acque piovane all'interno delle foreste casentinesi (FC), questa acqua è famosa per le sue qualità superiori, sia
dal punto di vista organolettiche che quelle per favorire la vita. La potabilità è frutto di una serie di analisi chimiche parziali
che classifica l'acqua, con normative di legge, che stabilisce se un'acqua è idonea per un uso civile. Ovviamente un'acqua
viva sempre rientra in un'acqua potabile, cosa invece che, a volte, non avviene viceversa.
Di recente la trasmissione REPORT ci ha fatto vedere come nel processo di produzione dei principi attivi dei farmaci nel
distretto indiano, si inquini l'acqua con i processi industriali a basso costo e igiene, contaminandola oltre che con la chimica
anche con batteri resistenti agli antibiotici più forti. Nella foto successiva un'immagine del servizio di REPORT in India.

Oltre all'inquinamento chimico spesso anche i reattori nucleari ci mettono del loro. Da noi i problemi sull'acqua sono di norma
dovuti alla distribuzione, condutture vecchie a volte ancora con materiali dichiaratamente cancerogeni, infiltrazioni, rotture
dei sistemi di depurazione non prontamente segnalate, inquinamento della falda freatica a seguito di processi industriali o
disastri ambientali, scarsi controlli per la verifica dei termini di legge, omissione nei controlli degli agenti contaminanti tipici
del nostro territorio come diossine fitofarmaci pesticidi e metalli pesanti. Non mi risulta che le nostre istituzioni abbiano mai
risposto, con dati, a segnalazione di clienti/cittadini che chiedevano le risultanze di analisi sulle acque a loro dire sospette, sia
che si trattasse di acque per le civili abitazioni, sia per quelle che dovrebbero essere acque chiare fatte girare nei fossi/canali
per l'irrigazione, sia per quelle contaminate da disastri come l'incendio dell'agosto 2019 della ditta Lotras.
Le ditte specializzate all'analisi delle acque non certificano l'assenza di tossicità delle acque, ma accertano solamente se alcuni
valori utilizzati per definire un'acqua potabile sono nella norma. Per controllare la presenza di fitofarmaci o pesticidi serve
conferire l'acqua all'unico centro di Ferrara con costi proibitivi per un cittadino. Cercando in rete un metodo alternativo alla
Radiestesia che pratico, tecnica che individua immediatamente ogni tipo di ricerca ma non scientificamente riconosciuta, ho
trovato un metodo semplice e chiaro a tutti per testare se un'acqua favorisce o inibisce la vita.
Ricordate in scienze/geografia quando si studiavano le miniere che ci dicevano che i minatori per tutelarsi dai gas tossici
usavano portarsi degli uccellini come cavie? Ebbene questo principio molto pratico e di buonsenso si può applicare anche per
l'analisi dell'acqua. Se i semi coltivati con l'acqua si bloccano alla germinazione, l'acqua è tossica, se le radici si sviluppano
parzialmente l'acqua è incerta, se crescono regolarmente e nasce la piantina, l'acqua permette la vita.
Sotto i risultati del  test sull'acqua di casa mia del 25 ottobre 2019 comparato con acqua di controllo, marca Saguaro del monte
S.Savino, naturale da mezzo litro in bottiglia di plastica.

Non serve un accademico per intuire quali di queste acque ha più vitalità? Ho reclamato al mio fornitore per far rimediare.
Il test che vi propongo per analizzare la tossicità della vostra acqua è il test certificato, chiamato UNICHIM 1651 (2003).
Non serve per verificare la potabilità dell'acqua, ma bensì la sua certa tossicità!
I semi di piante come il sorgo, il crescione ed il cetriolo vengono utilizzati per effettuare dei test di fitotossicità della durata di
4 giorni, sia su campioni di acqua che su sedimenti, fanghi di depuratori e compost. Le sostanze tossiche agiscono inibendo la
germinazione dei semi e inibendo l’allungamento della radice.
Ecco un esempio di non tossicità, ho testato l'acqua potabile che arriva negli orti dei pensionati del quartiere Centro Sud di
Faenza presso il cento dei rioni in via S.Orsola, i semi hanno germogliato, radicato e fatto uscire le foglie.

Ecco due esempi uno effettuato nel laboratorio della provincia di Bolzano e l'altro da ARPAE Ravenna.

Di seguito i link che ho trovato in rete da cui mi sono ispirato per realizzare un laboratorio fai da te che vi proporrò:
https://ambiente.provincia.bz.it/acqua/ecotossicologia.asp
Laboratorio biologico provinciale ARPAE sezione di Ravenna
 
Il laboratorio provinciale di Bolzano può, a domanda, effettuare per voi il test al costo di 70 euro.


Ecco la versione invernale del mio laboratorio, che utilizza materiali di recupero; oggetti per avvicinare le ciotole coi semi
alla lampada, un vecchio portatile con lo schermo sempre acceso per generare il calore, una ciotola coi semi di controllo e
una coi semi da testare con una specifica acqua. Ho utilizzato 6 strati circolari di scottex che funge da substrato per la
crescita e mattina, mezzogiorno e sera controllo e abbevero i semi, con le rispettive acque, in modo che lo scottex sia sempre
umido. Perché il test sia attendibile serve irraggiare i semi con la stessa luce, avere la stessa temperatura e aerazione sulle due
ciotole, stessa quantità di semi (io ne uso 13 mio numero preferito).
Alcuni sostengono che il test sulle acque dell'acquedotto non sono attendibili in quanto vengono immessi dei disinfettanti, tipo
Cloro, che inibiscono la germinazione e quindi servirebbe testare l'acqua solo dopo almeno un giorno di degassificazione.
Come potete vedere l'acqua di crescita viene messa a cielo aperto e ha tutto il tempo di degassificarsi, poi il processo di test
dura almeno 4 giorni e almeno 3 volte al giorno l'acqua di test, conservata in bottiglia, viene aperta con ulteriore fuoriuscita di
eventuali altri gas rimasti. Comunque quella ingerita dal rubinetto ovviamente contiene integri i disinfettanti che se mal
dosati arrecheranno maggiori danni rispetto all'acqua di cultura certamente degassificata.

La temperatura non deve scendere sotto i 24 gradi al fine di permettere una germinazione veloce. Quando la temperatura in
casa supera i 24 gradi non serve realizzare il sistema di riscaldamento. Il termometro a laser che vedete è acquistabile a una
quindicina di euro ed è molto utile per rilevare le temperature a distanza.

Ecco i semi che appoggiano sul substrato di scottex intriso col liquido da controllare, nelle ciotole pure uguali.
Se uno non sa come realizzare il tutto con materiali di recupero, sui siti di vendita on-line potete trovare sia il contenitore per
la germinazione, la resistenza per riscaldare e la lampada.

L'acqua che uso per i test come comparazione è quella acquistata al Lidl marca Saguaro fonte Dè Medici Monte S.Savino
naturale in bottigliette da 0,5 litri, avrei preferito usare quella del rubinetto per evitare sprechi di plastica, ma non è risultata
buona per i miei test.
I semi che io adoperano li potete acquistare in qualsiasi negozio di giardinaggio.

Buon test a voi.

Per contatti: